Più semplicemente spogliarello, ma Burlesque è il suo nome originale. Balletto seducente che affolla da secoli i locali in della Parigi classica e non solo, da qualche anno questa “arte” dello spogliarsi in modo spettacolare è tornata prepotentemente di moda nel mondo.
Il cinema che sa seguire bene le onde delle tendenze, ha realizzato un Continue Reading
C’è una bottega molto singolare, che lavora, crea e che da vita nuova ai giocattoli dismessi, sgualciti e vecchi.
E’ la Bottega del Giocattolo di Babbo Natale, un piccolissimo laboratorio, che nei mesi scorsi ha iniziato, prima con la raccolta nelle piazze e nelle vie della capitale francese, poi con la rimessa a nuovo.
Oggi quei giocattoli, son diventati i protagonisti di una singolarissima e coloratissima mostra a Disneyland di Parigi, precisamente esposti nella centralissima Main Street Usa, saranno esposti per tutto il periodo natalizio, con il fascino di ammirare , il giuocattolo che “visse” due volte!
Sicuramente una fotografia fuori dal comune! Realizzata con un programma ad hoc unendo diversi scatti realizzati nell’arco di cinque ore, è la più grande immagine del mondo e rappresenta Parigi, la città dell’amore, dei sogni, della fotografia! La foto misura ben 354.159 per 75.570 pixel e la si può vedere sul sito Paris-26-gigapixels.com dove è possibile spaziare con l’aiuto del mouse o delle “freccette”, zoommando sui monumenti o sulle zone di interesse e scoprendo i mille particolari nascosti e interessantissimi. Una specie di “gioco online”, insomma, un puzzle legato alla fotografia, una città, Parigi, da riscoprire nel pieno della sua bellezza e vitalità.
Esiste anche un blog legato al progetto, da cui si accede alle “mega-immagine” che, speriamo, sarà solo la prima di una lunga serie di fantastiche città da scoprire con la fotografia!
Studiò da ragazzo litografia all’école Estienne, presso Chantilly. Venne poi assunto all’età di ventidue anni, dopo aver lavorato come assistente dello scultore André Vigneau, presso le officine della Renault di Billancourt come fotografo industriale. Negli anni quaranta si impegnò nella Resistenza, dal 1945 cominciò a lavorare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point e dal 1946 divenne fotografo indipendente per l’agenzia Rapho, fondata da Charles Rado e gestita all’epoca da Raymond Grosset; Doisneau rimase un fotografo della Rapho per circa cinquant’anni.
Nel 1947 incontrò Jacques Prévert e Robert Giraud e, nello stesso anno, vinse il Kodak Prize. Morì a Montrouge, un sobborgo sud-est di Parigi, e venne Continue Reading