Studiò da ragazzo litografia all’école Estienne, presso Chantilly. Venne poi assunto all’età di ventidue anni, dopo aver lavorato come assistente dello scultore André Vigneau, presso le officine della Renault di Billancourt come fotografo industriale. Negli anni quaranta si impegnò nella Resistenza, dal 1945 cominciò a lavorare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point e dal 1946 divenne fotografo indipendente per l’agenzia Rapho, fondata da Charles Rado e gestita all’epoca da Raymond Grosset; Doisneau rimase un fotografo della Rapho per circa cinquant’anni.
Nel 1947 incontrò Jacques Prévert e Robert Giraud e, nello stesso anno, vinse il Kodak Prize. Morì a Montrouge, un sobborgo sud-est di Parigi, e venne Continue Reading
“Fotografia Italiana” è una serie di cinque film documentari dedicati ai fotografi italiani tra i più noti a livello internazionale: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana, Mimmo Jodice e Ferdinando Scianna, autori molto differenti tra loro per stile e poetica, in grado pertanto di rendere la complessità e la qualità dell’espressione italiana nel campo fotografico. Il progetto permette di approfondire la conoscenza di questi straordinari artisti e nel tempo stesso della fotografia, uno dei linguaggi centrali della contemporaneità.
Ogni film ha una durata di circa 50 minuti ed è caratterizzato da uno stile e unatmosfera in accordo con la personalità del protagonista.
Il racconto è accompagnato dalla visione di fotografie celebri oppure meno note.
La serie, prodotta da Giart – Visioni darte di Bologna, ha il patrocinio della Cineteca di Bologna e, in collaborazione con Contrasto, è in vendita da fine maggio on line e presso le librerie e i bookshop su tutto il territorio nazionale.”
Una mostra sul Giappone e sulla sua cultura. Scatti in bianco e nero ci parlano di una delle terre più affascinanti del mondo, in una mostra che si terrà a Milano, presso il “Forma”, a cui rimandiamo per maggiori informazioni.
Gli autori degli scatti sono 13 fotografi professionisti appartenenti alla Maison Europèenne de la Photographie di Parigi.
La mostra rientra in un progetto intitolato “Estate a Forma” che comprende anche la proiezione di film, workshop e dibattiti.
Gianpaolo Sarlo, nato a Capua, capuano, 36 anni, da oltre ama la sua città in maniera viscerale.
Fotografo da sempre…”fotografista” da un decennio. Tralasciare la città di nascita, da fotografo, sarebbe stato ucciderla di
nuovo. Ucciderla come hanno fatto in epoche passate le invasioni barbariche, “il Valentino” e in epoche più recenti le amministrazioni comunali e la monnezza.
Una Capua da descrivere attraverso il bianco e nero per ammorbidirne i contrasti, come per una bellissima ragazza di ieri, oggi oramai una vecchia signora.
Un bianco e nero ricercatamente “artefatto” che accompagna le sue opere da sempre, un B&W volutamente pesante che esprime la visione di un tempo talmente algido oramai nel quale non si ricosce più.