In Mostra la Storia Italiana dell’Arte Fotografica. Gli Scatti dei Maestri della Fotografia Italiana

Riportiamo la notizia di una interessante mostra fotografica, tratto da http://www.corriere.it/

di Irene Lasalvia

“Sono partiti da Bergamo, Belluno, Senigallia, dai Colli Euganei e dalla Sicilia, armati solo delle loro macchine fotografiche hanno conquistato il mondo, inseguito guerre e vip, ritratto paesaggi e personaggi. Sono i fotografi italiani cresciuti professionalmente tra il secondo dopoguerra e gli anni Settanta, una generazione di autori innovativi, coraggiosi, eternamente giovani come giovane era la loro arte. Allevati a pane e reportage sono coloro che hanno portato il mondo in Italia e l’Italia nel mondo. Con un occhio rivolto ai grandi autori americani, da Walker Evans a Paul Strand, e l’altro puntato sui maestri europei, Cartier-Bresson, Kertész, Willy Ronis, i nostri fotografi si sono creati uno stile unico, seppur sfaccettato, nel quale l’essere italiani aveva un senso e un valore.

Come emerge chiaramente dalla mostra «La fotografia in Italia. 1945- 1975», che giovedì 11 inaugura da Forma, lo spazio nato dalla collaborazione tra la Fondazione Corriere della Sera e Contrasto. Duecentocinquanta stampe originali (provenienti dalla collezione di Paolo Morello, esperto, insegnante e curatore), firmate da trenta maestri, da Piergiorgio Branzi a Mario Giacomelli, da Ferruccio Ferroni a Mario Dondero fino a Tazio Secchiaroli. E se ammirare i singoli scatti sarà un piacere, poter vedere alcune serie storiche sarà un’occasione più unica che rara. Ci sarà la «Venezia» in bianco e nero di Berengo Gardin, con le sue calle, i panni stesi, i bambini, la vita quotidiana che scorre davanti agli antichi palazzi immobili. Ci saranno gli scultorei corpi nudi di Carla Cerati, «Forma di donna».

E ancora i reportage essenziali firmati da Lasalandra «Giudizio» e «Storia di un dramma», i «Cronotopi» simili ad acquarelli di Contino e quel famoso reportage su Budapest che nel 1956 Enzo Biagi, allora direttore di «Epoca», commissionò a De Biasi. Accanto a questa mostra, sempre giovedì 11 (alle 18.30 e durerà fino al 7 marzo), verrà inaugurata «Tokyo Untitled», una carrellata di scatti che il giovane Renato D’Agostin (classe 1983) ha dedicato al Giappone. Spiando la città attraverso gli scorci creati dalle architetture, D’Agostin è riuscito a dare vita a una ricerca surreale nella quale Tokyo, privata dei suoi stereotipi, si trasforma in un luogo mentale.”

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