Vi ricordate del concorso indetto da Repubblica.it in collaborazione con FotoGrafia Festival Internazionale di Roma ? Si trattava di un concorso fotografico per scegliere il desktop più bello. E lo abbiamo segnalato circa un mesetto fa su questo blog.
Apprendiamo da Repubblica.it, a concorso chiuso, che i partecipanti sono stati davvero numerosi e le foto inviate sempre più originali.
Si trova a Berlino, sulla torre della televisione. Nasce da un concorso tedesco che si proproneva di raccogliere le più belle lettere d’amore, dichiarazioni e proposte di matrimonio. Il risultato sono circa 70 scritti che, trasformati, in caratteri cubitali, sono stai affissi lungo la notissima torre berlinese. Clicca qui per vedere altre foto.
Segno di una “rinascita” ? Simbolo di voglia di vivere, di andare avanti? Probabilmente l’evento che è stato celebrato oggi all’Aquila è un insieme di tutte queste cose.
Si tratta del primo matrimonio dopo la tragedia del terremoto, celebrato con tra l’ingegnere Massimo Marinelli e Maria Chiara Aio.
I due fidanzati non hanno voluto rinunciare alle nozze, dando ai terremotati e all’Italia tutta un segno di speranza, la speranza di una nuova famiglia, la promessa di un futuro, anche tra le rovine di una città che ancora piange le troppe perdite, ma che non si da per vinta, e guarda al futuro. Unico momento che ha turbato lievemente il magico e significativo momento….la rabbia dello sposo nei confronti dei troppi fotografi che, a suo dire, si mostravano eccessivamente invadenti.
Su Repubblica.it alcune fotografie delle nozze.
Si chiama Kerry Skarbakka, e le sue foto hanno una caratteristica particolarissima: sono tutte foto di “cadute”. Espone oggi in tutto il mondo ed oltre ad essere l’autore è anche il protagonista di gran parte dei suoi scatti, tanto che lo chiamano “fotografo stuntmann”.
Ma il fotografo 38enne americano ci tiene a precisare che nella sua opera non ci sono velleità sportive. Le cadute catturate nei suoi scatti sono ispirate alla filosofia di Martin Heideggar, secondo il quale l’esistenza umana altro non è che un processo di caduta perpetua. Vi proponiamo alcune delle sue fotografie. cosa ne pensate?
Gianpaolo Sarlo, nato a Capua, capuano, 36 anni, da oltre ama la sua città in maniera viscerale.
Fotografo da sempre…”fotografista” da un decennio. Tralasciare la città di nascita, da fotografo, sarebbe stato ucciderla di
nuovo. Ucciderla come hanno fatto in epoche passate le invasioni barbariche, “il Valentino” e in epoche più recenti le amministrazioni comunali e la monnezza.
Una Capua da descrivere attraverso il bianco e nero per ammorbidirne i contrasti, come per una bellissima ragazza di ieri, oggi oramai una vecchia signora.
Un bianco e nero ricercatamente “artefatto” che accompagna le sue opere da sempre, un B&W volutamente pesante che esprime la visione di un tempo talmente algido oramai nel quale non si ricosce più.
Ansel Easton Adams nasce a San Francisco in una zona vicina al Golden Gate Bridge, unico figlio di Charles Hitchcock Adams, un imprenditore di successo che possedeva una compagnia di assicurazioni ed una fabbrica di prodotti chimici e Olive Bray. All’età di 4 anni, in seguito al terremoto del 1906, cade e si frattura il naso, che resterà modificato nel suo profilo per tutta la vita. Non ama gli studi scolastici e nel 1914, a dodici anni, inizia a studiare pianoforte per abbandonarlo poi all’età di vent’anni circa. Nel 1916 una vacanza con la sua famiglia, segnerà per sempre la sua vita. A 14 anni Adams conosce lo Yosemite National Park. Era stato Abraham Lincoln 52 anni prima, nel 1864 a fare della Yosemite Valley il primo luogo degli Stati Uniti d’America ad essere stato dichiarato Continue Reading
Mimmo Jodice è uno dei maggiori fotografi italiani contemporanei. Nato a Napoli nel 1934, Jodice ha iniziato a lavorare con la fotografia negli anni Sessanta. La sua attenzione si rivolse soprattutto alla realtà di Napoli nei suoi aspetti sociali, storici e paesaggistici. Con le “Vedute di Napoli” del 1980 ha inizio un profondo rinnovamento del suo linguaggio espressivo. Alla fine degli anni Ottanta Jodice inizia una serie di lavori sul mito del Mediterraneo, che saranno poi raccolti nel libro Mediterraneo, edito da Aperture ( New York) nel 1995. Tra le ultime opere ci sono quelle delle serie: “Eden” del 1998, “Il Reale Albergo dei Poveri” (1999-2000) e “Isolario Mediterraneo” (1999-2000).”Eden” offre una visione di Napoli come paradiso terrestre “che – come scrive Germano Celant - continua a sopravvivere tra positivo e negativo, tra dolcezza e violenza, tra bene e male. Tale metafora del mondo è un giardino lussureggiante, punto di comunicazione tra cielo e terra, abitato da ogni specie di cose e di prodotti, che alimentano la vita “. Nel 1999 con “Isolario Mediterraneo Jodice affronta un viaggio verso le isole del Mediterraneo che, come egli stesso ha scritto: “parte dalla distesa infinita del mare per condurci alla dimensione infinita dell’isolamento”.
dal 27 febbraio al 3 maggio 2009
Mimmo Jodice – Perdersi a guardare. Trent’anni di fotografia in Italia
Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri
Piazza Viviani (zona Porta Venezia) – 37121 Verona
Orario: da martedì a domenica ore 10-19 (chiusura biglietteria ore 18.30)
Ingresso: intero € 5; ridotto € 3
Catalogo Contrasto con testi di Francine Prose, Roberta Valtorta e Alessandra Mauro
Info: tel. +39 0458007490; scaviscaligeri@comune.verona.it; www.comune.verona.it/scaviscaligeri
Fino al 26 maggio a Capalbio, in provincia di Grosseto, la prima edizione di un nuovo festival di fotografia: il PHC – Photocapalbiofestival, che si svolgerà ogni anno in primavera. Lo scopo del progetto è quello di indagare nuove realtà, lavorare sul proprio mondo interiore tornando alle origini e, partendo dal territorio, indagarne identità e i problemi. La mostra principale di questa edizione è “Just around the corner” che riunirà quaranta immagini intime di fotografi internazionali su quanto, appunto, “ruota intorno al loro universo”, dalla propria casa, alla propria terra, ai familiari. Dopo aver girato e fotografato il mondo questi artisti tornano ad una dimensione quotidiana e così passiamo dalle istantanee dei cactus e giardini di Bernard Plossu e George Tatge, alle famiglie di Bernard Plossu e George Tatge, alla grotta di Tenerano ricordo d’infanzia di Andrea Botto. Marco Delogu, ideatore del progetto, e Maria Concetta Monaci, organizzatrice, hanno previsto la presenza insieme alla rilevante collettiva di una mostra dedicata ai lavori di giovani fotografi italiani, alcuni dei quali presenti in questa galleria di immagini.
La serie diacronica di fotografie di un luogo e delle attività umane che vi si svolgono consente di ricostruire momenti della configurazione fisica degli spazi e dei modi di fruire di essi da parte dell’uomo nel corso del tempo.
Inoltre ogni fotografia documenta il gusto personale del fotografo e anche il gusto dell’epoca. Per documentare o anche solo riassumere i caratteri salienti dell’identità e dell’anima delle città e delle campagne europee e dei modi di vita – i modi della vita quotidiana, di lavorare, di commerciare, di circolare, di essere Continue Reading
Keith Loutit, è un fotografo australiano che con una speciale tecnica realizza video e foto che mostrano un mondo lillipuziano così vero da sembrare finto.
I suoi video sono diventati un cult in Rete, cliccati decine di migliaia di volte e celebrati dagli appassionati della fotografia. L’australiano utilizza con abilità la tecnica conosciuta come tilt-shift, ovvero lenti decentrabili e basculanti, in combinazione con quella del time-lapse, conosciuta soprattutto nel campo cinematografico in cui ogni fotogramma della sequenza filmata è ripreso a velocità ridotta rispetto alla Continue Reading